BERGAMO, ARTIGIANO UCCISO. FORSE MAFIA DIETRO OMICIDIO

{mosgoogle} EXPOBG – Bergamo – Giuseppe Realini, l’artigiano ucciso a Chiuduno l’altra notte potrebbe essere stato freddato da sicari mafiosi. Questa l’ipotesi che sta prendendo piede tra gli investigatori impegnati nelle indagini. I dubbi sarebbero pochi a riguardo; l’uomo infatti aveva assistito, lo scorso 25 Aprile, all’omicidio, a Tagliuno di Castelli Calepio del narcotrafficante e pentito Leone Signorinelli. Al momento dell’agguato, infatti si trovava in auto con la vittima. In quel caso, i sicari, su un motorino, avevano affiancato l’auto nella quale i due viaggiavano ed avevano sparato tre colpi di pistola. Ieri mattina, all’1.15, la scena si è ripetuta: tre colpi di pistola, sparati a sangue freddo, hanno fatto calare il sipario sul supertestimone del delitto Signorinelli. Realini sarebbe stato infatti, secondo le ricostruzioni effettuate di Carabinieri di Bergamo, colpito una prima volta alla schiena appena sceso dall’auto, ed in seguito raggiunto da due ulteriori colpi. L’uomo era sotto protezione: quest’ultima non era però continua, ed a causa di mancanza fondi, una telecamera posta di fronte alla casa dell’uomo era stata rimossa un mese fa. Il procuratore di Bergamo Alessandro Galizzi, pur senza rendere pubblici nomi, pensa che dietro al delitto dell’artigiano possa esservi un ramo della ‘ndrangheta calabrese operante in Lombardia. (Expobg.it)

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