PM CATANZARO: DOMANI DISCUSSIONE CSM

{mosgoogle}(Apcom) – Il provvedimento di avocazione dell'inchiesta 'Why Not', assieme allo sfogo a cui si è lasciato andare il pm di Catanzaro Luigi De Magistris dopo la decisione della Procura generale di togliergli le indagini: martedì al Csm sul 'caso' i riflettori si riaccenderanno. Con un capitolo in più. All'ordine del giorno dei lavori della Prima Commissione la vicenda era già fissata: per decidere come procedere nei confronti del capo della Procura di Catanzaro, Mariano Lombardi, sul cui capo pesa una procedura di trasferimento d'ufficio avviata prima dell'intervento del ministro della Giustizia; ma, soprattutto, per valutare se aprire la procedura anche a carico di De Magistris per diverse vicende già all'attenzione dei consiglieri di Palazzo dei Marescialli.

Vicende che ora si arricchiscono delle novità dell'ultima ora. Perchè le parole alle quali De Magistris si è lasciato andare dopo la notizia dell'avocazione dell'inchiesta non sono piaciute a più di un rappresentante dell'organo di autogoverno delle toghe.

"Martedì – anticipa il consigliere togato Fabio Roia (Unicost) – porterò all'attenzione della Commissione sia il provvedimento di avocazione sia le ulteriori dichiarazioni e denunce di De Magistris, anche in relazione alle accuse che lancia: cercheremo di capire se siamo al tramonto dello stato di diritto o se invece ci sono altri tipi di problemi…".

"Martedì sono all'ordine del giorno della Prima Commissione tutte le pratiche su De Magistris – premette il laico della Cdl Gianfranco Anedda, anche lui componente dell'organismo di Palazzo dei Marescialli -. Ci occuperemo con molta attenzione delle dichiarazioni di De Magistris quando farà i nomi di questi poteri occulti e fornirà elementi concreti. Altrimenti, sono solo insinuazioni, e un magistrato che fa insinuazioni non si comporta in modo corretto e adeguato".

Sulla vicenda "bisogna intervenire presto, è doveroso", è l'appello di Livio Pepino, togato di Magistratura democratica: "C'è una situazione di grave disagio che richiede un intervento tempestivo prima che la situazione degeneri", avverte un altro dei componenti della Prima Commissione.

A segnalare le difficoltà della vicenda, soprattutto ora che è intervenuta l'avocazione, è Dino Petralia, togato dell'altra corrente di sinistra, il Movimento per la giustizia. "Siamo di fronte ad un caso molto dubbio – ragiona – se l'avocazione è stata decisa per 'inimicizia grave'. Un caso diverso se invece la decisione è stata presa sulla base del clamore che c'è sulla vicenda e sulle fughe di notizie. Clamore che potrebbe creare ragioni per avocare l'inchiesta".

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