OMICIDIO FORTUGNO: RITORTO, “IO IL KILLER? SONO SOLO UN CAPRO ESPIATORIO”

{mosgoogle}ROMA – «Sono il capro espiatorio di turno che deve pagare perchè non conto niente e perchè a un certo punto hanno voluto trovare 'un' colpevole, non 'il' colpevole, e chiudere un caso che avrebbe potuto portare chissà dove». Lo afferma, in un'intervista rilasciata a 'Il Giornalè attraverso il suo avvocato, Salvatore Ritorto, accusato di essere il killer di Franco Fortugno, l'ex vicepresidente del consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri il 16 ottobre 2005. I pm, sottolinea Ritorto, che ora si trova in isolamento nel carcere di Tolmezzo, «si affidano ciecamente al pentito Domenico Novella, uno che ha detto menzogne (smentite dai riscontri) anche nei confronti di altri miei coimputati. Io questo Novella l'ho frequentato appena due mesi, bisognerebbe domandarsi perchè dice tali e tante c… . Forse ha interesse a coprire qualcuno». Quanto a chi ha ucciso Fortugno, Ritorto risponde: «Non ne ho idea, sono estraneo ai circuiti criminali». «E poi ribadisco – aggiunge – i testimoni descrivono un'altra persona che spara».

Al quotidiano diretto da Mario Giordano, Ritorto sottolinea anche come l'auto usata per l'agguato sia «l'unico riscontro al pentito. Doveva usarla 'luì l'auto, per una rapina. Poi i testimoni sostengono che il killer ha sparato a mani nude ma nell'auto le mie impronte non ci sono». Quanto poi alle esternazioni della vedova Fortugno, «al di là degli articoli di giornali e delle indagini – sottolinea il presunto killer – la signora conosce bene la realtà di Locri, sa benissimo come stanno le cose. E dovrebbe riflettere attentamente su ciò che ha detto il pentito Novella al processo: 'se non mi pentivo prendevo l'ergastolo. ecc, rifletta. Non si accontenti di un killer qualunque che fa comodo alla politica. Per questo ho scritto al presidente Napolitano: voglio un giusto processo perchè la morte di Fortugno è una storia ancora tutta da scrivere ed è molto, ma molto, più grande di me».  (Adnkronos)

 

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