‘NDRANGHETA: UCCISO EX PENTITO, PROBABILE VENDETTA CRIMINE

{mosgoogle} REGGIO CALABRIA – Aveva ripreso i contatti con gli ambienti della criminalità organizzata Antonio Gullì, di 40 anni l'ex collaboratore di giustizia ucciso stasera a Reggio Calabria con alcuni colpi di pistola. Gullì, ex esponente della cosca Serraino di Reggio Calabria, della quale, tra l'altro, sarebbe stato uno dei killer, aveva iniziato a collaborare con la giustizia alla fine degli anni '90, consentendo una serie di operazioni contro la criminalità organizzata che aveva portato a numerosi arresti. La collaborazione con la giustizia era andata avanti per alcuni anni fino a quando nel 2002 Gullì aveva deciso di ritrattare le sue dichiarazioni. Da qui la sua uscita dal programma di protezione, con la liquidazione anche di una consistente somma di denaro, e il suo ritorno alla vita normale.

Gullì aveva deciso di restare a Reggio Calabria ed aveva aperto un'officina meccanica. Gli investigatori della squadra mobile reggina, che stanno svolgendo le indagini, ritengono, però, che negli ultimi anni Gullì avesse ripreso i contatti con alcuni ambienti criminali reggini tornando di fatto a delinquere. Ed è proprio in questo contesto che sarebbe maturato il suo omicidio, forse per una vendetta legata alla gestione di affari criminali connessi al traffico di droga e alle estorsioni, anche se le piste che si seguono in questo senso sono molteplici. Il cadavere di Gullì è stato trovato nei pressi dell'ingresso di una sala giochi nel rione Modena.

La persona che ha assassinato Gullì ha utilizzato una pistola calibro 32. Contro l'ex collaboratore di giustizia sono stati sparati, complessivamente, 5 colpi, tre dei quali sono andati a segno raggiungendolo al torace. Gullì e il suo assassino potrebbero essersi trovati insieme all'interno della sala giochi e sarebbero poi usciti dea locale, all'esterno del quale poi è avvenuto l'omicidio. L'uomo è stato soccorso e portato nel pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove però è giunto cadavere. Gli investigatori hanno sentito a lungo alcune persone che si trovavano all'interno della sala giochi nel tentativo di ricostruire le fasi che hanno preceduto l'assassinio. L'omicidio, comunque, non ha avuto testimoni per cui risulta difficile ricostruirne la dinamica in tutti i particolari.

(ANSA)

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