DE MAGISTRIS: PUNITO PERCHE’ HO FATTO IL MIO DOVERE.

{mosgoogle}(ANSA) – CATANZARO, 14 LUG – Luigi De Magistris dovrà lasciare Catanzaro ed il suo posto di pubblico ministero. A mettere la parola fine su una vicenda che si trascina da mesi sono state le Sezioni Unite della Cassazione. I giudici hanno dichiarato inammissibili, perchè presentati fuori dai termini, i ricorsi di De Magistris e dal ministero della Giustizia, rendendo esecutiva la sentenza della Sezione disciplinare del Csm che aveva deciso, a gennaio, la sanzione della censura ed il trasferimento di sede e di funzioni per il magistrato. Trasferimento che, con ogni probabilità, avverrà concretamente a settembre. De Magistris ha voluto riflettere un pò prima di parlare, poi nel pomeriggio ha commentato con l'ANSA la vicenda: «sono orgoglioso e fiero di appartenere a quella magistratura che viene punita perchè fa il proprio dovere e porta ossequio alla costituzione repubblicana». A suo avviso, dichiarando l'inammissibilità dei ricorsi, la Cassazione non è voluta entrare nel merito di una vicenda «che pretendeva, per chi ha a cuore la giustizia, ben altro intervento giudiziario». Il magistrato ha usato anche il sarcasmo: «spero di potere ottenere copia del provvedimento in modo da incorniciarlo nel mio ufficio insieme alla sentenza del Csm, in modo da spiegare a tutti quelli che me lo chiederanno che esistono due magistrature: una che lavora con sacrificio ed abnegazione, che pratica l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e che non piega la schiena di fronte a niente; un'altra che punisce proprio quei magistrati che individuano le deviazioni criminali all'interno delle istituzioni, magistratura compresa, e che pagano un prezzo proprio per questo». Ma non è stato sarcastico, De Magistris, quando ha ribadito la sua determinazione, la sua volontà ed il suo coraggio «nel continuare a lavorare, anche da giudice, e nel contribuire ad individuare le collusioni, soprattutto interne alla magistratura, che contribuiscono, in Calabria e non solo, a consolidare le deviazioni criminali interne alle istituzioni costituendo, altresì, linfa fondamentale per la criminalità organizzata dei cosiddetti colletti bianchi». De Magistris ha bollato il processo disciplinare a suo carico come «un pessimo episodio per le sorti dell'indipendenza e l'autonomia della magistratura», ma nonostante questo si è detto ottimista, convinto che «verità e giustizia verranno affermate anche se il costo di esse sarà per me molto alto». 
«Sono vicino – ha concluso De Magistris – a tutti coloro che ogni giorno in Calabria lottano per i diritti e la legalità e li invito a non mollare mai e a contrastate con le regole dello stato di diritto la criminalità di ogni tipo che soffoca una così bella regione».  (ANSA)

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