ANTIMAFIA: PECORA (AMMAZZATECI TUTTI), BINDI RINUNCI A ELICOTTERI PER SOPRALLUOGO A POLSI.

{mosgoogle}POLISTENA (RC), 27.04.2014 – “Apprezzabile il segnale di Rosy Bindi di volersi recare a Polsi con la Commissione antimafia, ma rinunci agli elicotteri”. Lo ha scritto oggi su twitter il fondatore e leader del movimento antimafia ‘Ammazzateci Tutti’, Aldo Pecora, in merito alla missione in Calabria della Commissione parlamentare antimafia, che sarà a Reggio Calabria, Gioia Tauro e Polsi lunedì e martedì prossimi. Dell’utilizzo di elicotteri da parte della delegazione parlamentare è lo stesso Pecora a dare notizia: “Bindi, Fava e la pattuglia di circa venti tra deputati e senatori – continua Pecora sul sul blog – con al seguito un discreto gruppo di collaboratori si recheranno a Polsi in elicottero, a causa del percorso stradale dissestato. Il tutto per poche ore di sopralluogo, certamente molto significative, perché segnale eclatantemente tangibile di uno Stato che non gestisce il problema mafie come un’emergenza ma come una costante, ma a mio avviso pressoché inutili”. “Perché – afferma il fondatore di ‘Ammazzateci tutti’ – oltre a rappresentare nell’immaginario collettivo uno status symbol che scollerebbe sempre più i cittadini dalle Istituzioni, far alzare anche un solo un elicottero ha un costo considerevole ed ovviamente a carico dei contribuenti. Figuriamoci addirittura farlo decine di volte in un giorno”. Scrive, Pecora: “qui i mezzi di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza che qui dovrebbero presidiare il territorio hanno oltre duecentomila chilometri, giovani e promettenti investigatori sono messi a fare posti di blocco e servizio d’ordine anziché svolgere indagini e spesso sono gli stessi agenti e militari ad anticipare i costi dei rifornimenti di carburante per i mezzi di pattuglia”. Quindi dal giovane attivista antimafia un invito alla Bindi: “torni a Polsi con i suoi colleghi a settembre, alla festa della Madonna della Montagna. Siamo certi potrà essere scortata sino al Santuario da tutte le donne e gli uomini calabresi perbene. A piedi si intende”.

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