Omicidio Lea Garofalo: pg Cassazione chiede la conferma di tutte le condanne

La testimone di giustizia fu uccisa nel 2009 dall’ex compagno

ROMA, 5 dic. – Devono essere confermate tutte le condanne inflitte in appello per l’omicidio di Lea Garofalo, l’ex compagna di un boss della ‘Ndrangheta, che fu torturata e uccisa vicino a Monza il 24 novembre 2009. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale della Cassazione, Massimo Galli, sollecitando ai giudici della prima sezione penale la conferma della sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano del 29 maggio 2013. In particolare, la pubblica accusa di piazza Cavour ha chiesto di confermare che quattro ergastoli inflitti a Carlo Cosco, ex compagno della Garofalo, di Vito Cosco. Stessa richiesta per Rosario Curcio e per Massimo Sabatino. Sollecitata, inoltre, la condanna a 25 anni di reclusione per Carmine Venturino.

Lea Garofalo nel 2002 entrò in un programma di protezione per i testimoni che collaborano con la giustizia, fornendo informazioni su omicidi di mafia avvenuti negli anni ’90. L’agguato nei confronti della Garofalo fu organizzato dall’ex marito Carlo Cosco. Il corpo della donna venne bruciato e i resti furono trovati soltanto nel 2012. Il verdetto definitivo della Cassazione arriverà in tarda serata.

(AdnKronos)

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