Palermo: nuovo arresto per l’uccisione del boss Cottone.

Il capodecina della famiglia di Villabate era stato ucciso nel 2002 e il suo corpo sciolto nell’acido.

PALERMO – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, al termine di una complessa indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di Giuseppe Comparetto, 38 anni. E’ accusato dell’omicidio e della successiva soppressione del cadavere, di Andrea Cottone. Comparetto e’ gia’ detenuto in quanto arrestato il 5 giugno scorso, nell’ambito dell’operazione “Reset”, poiche’ ritenuto il reggente della famiglia mafiosa di Ficarazzi. Il 18 marzo 2014, i Carabinieri del Nucleo Investigativo avevano gia’ arrestato per l’omicidio di Cottone: Ignazio Fontana, 41 anni; Onofrio Morreale, 49 anni e Michele Rubino, 54 anni. Si sono rivelate decisive le ulteriori indagini svolte a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Andrea Cottone, il 6 settembre 1995, era stato arrestato per “associazione di tipo mafioso” in quanto ritenuto capodecina della famiglia mafiosa di Villabate. Nel 1999, dopo la sua scarcerazione, aveva continuato ad essere vicino” ai “Montalto” di Villabate. Gia’ in quel periodo venne chiesta l’autorizzazione alla sua “eliminazione” ai reggenti di quella consorteria, Biagio Picciurro e Salvatore Pitarresi (contrapposti ai Montalto) ma, solo dopo il loro arresto, Bernardo Provenzano diede il consenso all’omicidio. Il 13 novembre 2002, alle ore 12.30, Cottone venne accompagnato, a bordo della propria autovettura, presso il ristorante-minigolf di Ficarazzi, apparentemente per discutere con Onofrio Morreale in merito a dei furti verificatisi in quel Comune, alcuni dei quali ai danni dello stesso Cottone. Da quel giorno, pero’, si persero le sue tracce. Il successivo 27 novembre 2002, a Termini Imerese, venne rinvenuta l’autovettura regolarmente parcheggiata. Ad attendere Cottone, secondo la ricostruzione degli inquirenti, c’erano anche Ezio Fontana, Michele Rubino e, Giuseppe Comparetto. In quell’occasione il commando avrebbe dovuto eliminare anche la persona che aveva accompagnato Cottone all’appuntamento, che pero’ si salvo’ solo perche’ uno dei killer si era accorto della presenza di un testimone.

Secondo quanto accertato, Cottone venne strangolato con una cintura e il suo corpo venne “sciolto” in un deposito di marmi di Bagheria; nel pomeriggio dello stesso giorno, vennero gettati nel mare di Aspra anche alcuni monili appartenuti alla vittima. Il commando, prima di uccidere Cottone, avrebbe dovuto interrogarlo per sapere se i “Montalto” avessero intenzioni ostili nei confronti del gruppo contrapposto capeggiato da Nicola Mandalà.

Italpress

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *