Quel “patto di ferro” tra la Laganà e Crea

Domenico Crea, Giuseppe Sera e Maria Grazia Laganà vedova Fortugno in campagna elettorale nel 2006Democrazia e Libertà non è solo una lista che ha contribuito alla vittoria del centrosinistra nelle Provinciali (di Reggio Calabria, n.d.r.) del 2006. Quella formazione ha sigillato un accordo politico fra Mimmo Crea e Maria Grazia Laganà (n.d.r.: insieme allo stesso tavolo nella foto a lato), un patto che solo un mese dopo le elezioni portò Fabio Laganà, segretario organizzativo della Margherita e fratello della vedova Fortugno, a proporre un assessorato regionale per l’uomo considerato oggi dai Pm dell’operazione “Onorata Sanità “ il referente dei clan nel Consiglio calabrese.
Laganà voleva una delega in Giunta per Crea, mentre il Governatore Loiero pensava al nuovo rimpasto.

E’ successo durante un direttivo provinciale dei dielle, in tempi in cui l’ asse Crea-Laganà andava per la maggiore nella “guerra” fra la vecchia segreteria provinciale del partito e la linea reggina tracciata da Demetrio Naccari.
Quell’assessorato non arriverà mai, come  l’incarico in Giunta richiesto al presidente della Provincia di Reggio Giuseppe Morabito che, dopo la proclamazione, opta per una Giunta di soli esterni andando a pescare il primo dei non eletti nella lista 2 “La Margherita per Rutelli”, creatura dell’attuale assessore regionale al Bilancio.

Un piccolo “smacco” visto che le urne  promuovono “Democrazia e Libertà” con oltre 1.750 voti raccolti, due seggi conquistati (Attilio Tucci e Felice Valenti) e 4 mila e 500 preferenze in più rispetto alla lista premiata da Morabito.
Un’ affermazione raggiunta soprattutto al di fuori dei confini del capoluogo, che rappresenta una buona dote da portare sui tavoli delle interpartitiche dell’Unione, dove Fabio Laganà e Mimmo Crea siedono l’uno a fianco all’altro. è il momento più difficile per i dielle in riva allo Stretto, dilaniati da na devastante frammentazione interna.

Basti pensare alla necessità di correre alle amministrative di due anni fa, con due liste distinte e separate. Da una parte la “Democrazia e Libertà” di Crea, Laganà e dell’ allora segretario Giuseppe Sera, dall’ altra “La Margherita per Rutelli” di Demetrio Naccari che, nel frattempo, diserta ogni riunione del Direttivo provinciale del partito.
Veleni, tregue armate, rappresaglie di un tutti contro tutti che si risolve mesi dopo con il congresso che favorisce il fronte rutelliano.

C’è da dire che, all’indomani del voto delle Amministrative, è Mimmo Crea a rimproverare Demetrio Naccari  «Saremmo potuti essere il primo partito in assoluto. Ma chi è andato da solo ha sbagliato e deve riconoscere l’errore fatto. Oggi conteremmo 4 o 5 consiglieri. Ma è giusto andare avanti».

 
Francesco Paolillo
(da "Il Quotidiano della Calabria") 

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