SUCCESSO A LAMEZIA PER INIZIATIVE DI AMMAZZATECI TUTTI IN RICORDO DI BORSELLINO.

Lamezia Terme, 20.07.2014 – Si è svolta ieri (19 luglio 2014, ndr) nella suggestiva cornice di Piazza di San Domenico a Lamezia Terme (CZ), la quinta edizione delle celebrazioni calabresi in memoria del magistrato Paolo Borsellino, organizzate dal Movimento “Ammazzateci tutti” e dalla Fondazione “Antonino Scopelliti”, proprio a 22 anni dalla strage di via d'Amelio dove persero la vita, oltre Borsellino, anche Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
La giornata commemorativa è iniziata nella mattinata presso il Lido “Hang Loose Beach” di Gizzeria (CZ) con un contest creativo denominato “Immagina l'antimafia”, animato dai giovani ragazzi di “Ammazzateci tutti” (con in testa la coordinatrice lametina Raffaella Gigliotti, ndr), con la creazione di una mostra fotografia e di coreografie di danza inerenti il tema (presentati successivamente durante la serata, ndr).
Le manifestazioni sono proseguite dunque con l'atteso talk show serale denominato “Paolo Borsellino, 22 anni dopo” con il tema di questa quinta edizione “La Calabria che fa rete”, condotto dal giornalista e presidente nazionale di “Ammazzateci tutti” Aldo Pecora, alla presenza di istituzioni e numerosi cittadini.
Il dibattito è entrato nel vivo quando, dopo un ricordo delle giornate di quel luglio del 1992, l'attenzione si è spostata sui temi più squisitamente territoriali, con l'analisi di termini giornalistici quali “sindaco antimafia”. A tal proposito la Sen. Lo Moro, presidente della commissione parlamentare sulle intimidazione agli amministratori pubblici, ha sottolineato l'atteggiamento “opaco” verso il termine: “anzichè parlare di definizioni, preferisco essere inflessibile nei comportamenti”.
Il Procuratore Aggiunto presso la DDA di Catanzaro Giovanni Bombardieri ha voluto invece cogliere l'occasione per raccontare di una questione particolarmente “sentita” dalla procura dove opera: “Catanzaro ha un distretto giudiziario che conta sette tribunali che coprono i 2/3 della Calabria. Esso prevede un organico di soli 7 magistrati, attualmente addirittura 5, e quindi non sufficienti anche a far fronte alle semplici udienze. E' questo – ha chiosato il procuratore – il problema più grave attualmente”.
E su questo tema è stata pronta e immediata la risposta e la personale sensibilità sull'argomento dell'On. Rosanna Scopelliti, componente della Commissione parlamentare antimafia (e figlia del giudice Antonino Scopelliti, magistrato calabrese assassinato dalla mafia nell'agosto del 1991, ndr): “ho già interessato in seduta la commissione al riguardo. Da parte mia vi è il massimo sostegno alla causa del buon funzionamento delle procure antimafia, e sono io la prima ad attendere, insieme ai magistrati che vi operano, risposte concrete a riguardo. E' necessario – ha detto la Scopelliti – che vi sia un provvedimento d'urgenza di fronte alla criticità della situazione di Catanzaro”.
Sull'argomento lo stesso leader di “Ammazzateci tutti” Aldo Pecora ha dichiarato “battaglia”: “ci faremo portavoce ad ogni livello di questa istanza. Perchè se è vero che in Calabria, dal dopo omicidio Fortugno, c'è stata molta più attenzione da parte dello Stato, è innegabile che vi sia bisogno di una azione ancora più incisiva se vi è la volontà di fronteggiare con le dovute forze la 'ndrangheta”.
Lo stesso Sindaco della Città di Lamezia Terme Gianni Speranza ha voluto fare un “mea culpa”: “anche i Sindaci e tutti i politici hanno serie responsabilità e devono rispondere delle loro azioni e delle loro mancanze a riguardo. Il Governo deve realizzare provvedimenti immediati ad un problema così importante”.
Sulla meritoria opera nel territorio degli uomini e le donne delle forze dell'ordine, il primo dirigente della Polizia di Stato, il Commissario di Lamezia Terme Antonio Borelli, ha chiosato: “le forze dell'ordine devono intervenire con atti concreti, anche in un territorio come il nostro in cui la mafia è un problema culturale e dove i mafiosi diventano miti”, e il giovanissimo Ten. Paolo Sini della Guardia di Finanza: “l'aria sta cambiando in meglio, la gente dimostra di avere sete di legalità, di conseguenza il compito delle forze dell'ordine è dare fiducia con il proprio operato alla società civile”.
Lunghi applausi per una serata in cui si è respirato, per dirla con Paolo Borsellino “quel fresco profumo di libertà, che si contrappone al puzzo del compromesso morale”.

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