Camorra: condannato a 11 anni di carcere l’avvocato del boss Bidognetti

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso oggi la sentenza di condanna per associazione mafiosa, favoreggiamento e falsa testimonianza

CASERTA, 19 dic – Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Napoli) – collegio presieduto da Rosetta Stravino – ha condannato a 11 anni di reclusione Michele Santonastaso, ex avvocato del boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, per il reato di associazione di stampo camorristico , favoreggiamento e falsa testimonianza aggravati dall’aver agito per favorire un’associazione camorristica (articolo 7 dl 152/1991).

I giudici hanno invece assolto dall’accusa di corruzione in atti giudiziari e di falsa perizia aggravati lo stesso Santonastaso insieme al boss Bidognetti e all’altro imputato eccellente del processo, il professore universitario catanese Alberto Alfio Natale Fichera; quest’ultimo era accusato dalla DDA di Napoli di aver falsificato dietro un compenso di 100mila euro consegnatogli da Santonastaso una perizia fonica con l’obiettivo di scagionare da un duplice omicidio Aniello Bidognetti, figlio del boss dei Casalesi. La perizia porto’ effettivamente all’assoluzione sia di Bidognetti jr che dell’altro presunto killer Vincenzo Tammaro, mentre in secondo grado fu assolto l’esponente del clan napoletano Luigi Cimmino. L’unico ad essere condannato fu l’imputato Giuseppe Cristofaro.

I giudici però non hanno accolto tale ricostruzione dell’accusa, che si basava soprattutto sulle dichiarazioni rese in tribunale da Anna Carrino, ex compagna di Francesco Bidognetti oggi pentita, che sentita come teste nel processo, il 9 marzo del 2012, racconto’ che “c’era un’intercettazione fatta in un’auto in cui comparivano le voci di Aniello e di un’altra persona (Vincenzo Tammaro, ndr); si parlava, mi disse l’avvocato Santonastaso, di un duplice omicidio (quello di Enrico Ruffano e Giuseppe Consiglio, avvenuto a Napoli il 28 aprile del 1999, ndr). Aniello in quel momento era in carcere proprio per quel delitto. Santonastaso mi disse anche che il perito di sua conoscenza avrebbe potuto modificarla in modo da non far apparire piu’ la voce di Aniello”. Santonastaso è stato inoltre ritenuto un mero associato, e non un promotore dell’associazione come richiesto dalla DDA.

In sede di requisitoria, i pm napoletani Sandro D’Alessio e Maurizio Giordano avevano chiesto alla Corte 22 anni di carcere per Santonastaso, 7 per Fichera e 5 per Francesco Bidognetti. “Questa sentenza – afferma il pm D’Alessio – dimostra che il Tribunale ha deciso con equilibrio e comunque c’e’ una condanna di un avvocato per associazione mafiosa”. Per i legale di Santonastaso, Maurio Iodice, “c’e’ parziale soddisfazione per la sentenza che dimostra che le dichiarazioni di alcuni pentiti come la Carrino e Guida non sono state giudicate attendibili”.

Santonastaso, attualmente libero, divenne noto nel marzo 2008, quando nel corso del maxi-processo d’appello ai Casalesi “Spartacus“, lesse in aula insieme al collega Carmine D’Aniello (anch’egli in passato arrestato), un’istanza firmata dai boss Francesco Bidognetti e Antonio Iovine in cui chiedeva lo spostamento a Roma del processo per legittimo sospetto, in quanto a suo dire il collegio giudicante si sarebbe fatto influenzare dalla giornalista del Mattino Rosaria Capacchione, dall’ex pubblico ministero della DDA Raffaele Cantone e dallo scrittore Roberto Saviano; per quei fatti Santonastaso e’ stato condannato ad un anno di reclusione anche se e’ stata esclusa l’aggravante mafiosa.

(ANSA)

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