Mons. Bregantini: “la politica corrotta è più eversiva dell’antipolitica”

L’arcivescovo a Radio Vaticana: “risultato triste di mancanza etica all’interno della politica”

CITTA’ DEL VATICANO, 11 dic 2014 – E’ piu’ eversivo un politico corrotto o un antipolitico onesto? “Un politico corrotto: e’ la corruzione che crea entrambi i guai, l’allontanamento dalla politica e poi, di conseguenza, il disservizio“. Parola di mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro. Che, in un’intervista ai microfoni di Radio vaticana, torna sulla denuncia pronunciata ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e sull’inchiesta relativa alla “mafia” a Roma.

“Pero’ – prosegue il presule, in prima linea contro la ndrangheta quando e’ stato vescovo in Calabria – non stiamo lì tutti, con l’indice puntato contro pochi; dobbiamo tutti insieme dire: creiamo delle istituzioni partecipative che ci permettano di tenere sotto controllo i politici, non solo additandoli ma condividendo, imparando pero’ anche da noi stessi che il denaro, se tu non lo sai usare, ti schiavizza”. Corruzione e antipolitica “alla fine – afferma Bregantini – sono il medesimo risultato triste di un fenomeno di mancanza di etica all’interno della politica. Credo che occorrano molte mani: ecco il punto nodale. Dobbiamo fare un’economia dove le decisioni non siano prese da pochi in stanze oscure, ma siano trasparenti, ci siano organi di controllo, ci sia la partecipazione della base… E’ il buio che crea la corruzione o l’antipolitica“.

(askanews)

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