MAFIA: SICILIA, SEQUESTRATI BENI PER 300 MLN EURO A PRESTANOME BOSS

{mosgoogle}PALERMO – Beni per complessivi trecento milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia siciliana all'imprenditore della grande distribuzione, Giuseppe Grigoli, 59 anni, ritenuto il prestanome del boss mafioso latitante di Castelvetrano (Trapani), Matteo Messina Denaro. Lo scorso 20 dicembre a Grigoli era già stata sequestrata una società e decine di supermercati in tutta la Sicilia.

Il provvedimento di sequestro è stato chiesto dai pm della Dda di Palermo Michele Prestipino, Marzia Sabella, Roberto Piscitello e Costanino De Robbio e dai Procuratori aggiunti Roberto Scarpinato e Giuseppe Pignatone, e accolto dal gip Donatella Puleo. Colpita l'azienda 'Grigoli distribuzionè, costituita da quote sociali, beni aziendali, strumentali, disponibilità finanziarie, immobili, terreni per un valore di circa 300 milioni di euro. In particolare, sono stati sottoposti sotto sequestro, quote sociali per 14 milioni di euro, partecipazioni in altre società, 133 terreni per una estensione complessiva di circa 60 ettari, nonchè 220 fabbricati ubicati in varie parti della Sicilia. L'attività di ricostruzione economico patrimoniale svolta dalla Dia di Palermo ha consentito di far luce su una serie di movimenti finanziari che legano strettamente la Srl Gruppo 6 Gdo, già raggiunta da provvedimento di sequestro lo scorso 20 dicembre, e la Grigoli Distribuzione, «per cui – spiegano gli investigatori – si può affermare che le due società sono espressione di un'unica realtà imprenditoriale».

Dagli accertamenti della Dia siciliana è emerso, inoltre, che il Gruppo 6 Gdo «risulta essere locataria di ben venti immobili dalla Srl Grigoli Distribuzione, immobili nei quali sono allocati altrettanti punti vendita Despar, gestiti dalla Gruppo 6 Gdo – spiegano ancora i magistrati – L'avvenuta separazione nelle due società, entrambe riconducibili a Giuseppe Grigoli, tra la proprietà degli immobili e la gestione dei supermercati, comporta che allo stato la Srl Gruppo 6 Gdo, per svolgere la sua attività, debba pagare un canone di locazione alla Srl Grigoli Distribuzione». Se si considera l'importo dei canoni, emerge che la Gruppo 6 versava alla Grigoli Distribuzione oltre quattro milioni di euro, «per cui – dicono gli investigatori – ne discende che attraverso questo modus operandi la quasi totalità di quanto la società di gestione riceve dalla sua attività imprenditoriale, viene riversata nell'altra società del gruppo». Queste circostanze «rendono evidente che il rapporto tra le due società è tale per cui oltre ad una immedesimazione delle due realtà economiche, ne consegue anche che Giuseppe Grigoli continua ad esercitare una incisiva influenza sulla Gruppo 6 a mezzo della Grigoli Distribuzione». (AdnKronos)

 
 

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