Camorra: Dia sequestra beni per 2 milioni a imprenditore clan Fabbrocino

Antonio Francesco Massa, imprenditore nel settore degli autotrasmorti, era stato condannato nel ’99 per associazione mafiosa

NAPOLI, 18 dic. – La Direzione investigativa antimafia di Napoli sta eseguendo un sequestro beni nei confronti di un imprenditore del settore autotrasporti, considerato esponente del clan Fabbrocino, per un valore complessivo di 2 milioni di euro.

Antonio Francesco Massa è stato condannato dal Tribunale di Napoli per associazione a delinquere di stampo mafioso nel 1999, e del suo ruolo nel clan hanno testimoniato tra gli altri i boss pentiti Pasquale Galasso (“faceva il presidente dei commercianti, perche’ doveva portarli a Mario Fabbrocino per farli estorcere”), e Carmine Alfieri (“fa parte del gruppo di Mario Fabbrocino, familiare prescelto da Mario per portargli ‘ambasciate'”, cioe’ messaggi).

Gli uomini del capocentro Giuseppe Linares, hanno posto i sigilli a due appartamenti tra Pomigliano d’Arco e San Gennaro Vesuviano; quote intestate ai figli di una societa’ con 15 pullman; e una ditta individuale per il commercio al dettaglio e di relativi beni aziendali.

Antonio Francesco Massa, 65 anni, attualmente libero, detto Massitiello, è cognato di Mario Fabbrocino, cugino e cognato del boss del clan omonimo, e per gli inquirenti e’ stato organico al clan fin dagli anni ’80. Gli uomini della Direzione investigativa antimafia di Napoli hanno dimostrato l’illecita origine delle sue attivita’ e del patrimonio a queste connesso, nonostante in alcuni casi siano intestati ai tre figli.

(AGI)

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