I ragazzi di Legalitàlia, la storia più bella: così la mafia muore davvero

Si è concluso nella notte a Cannitello l’8° meeting antimafia “Legalitalia”, promosso dall’associazione “Ammazzateci Tutti”. Un evento ricco di ospiti importanti e appuntamenti autorevoli, a cui hanno partecipato i ragazzi di Legalitalia considerati da molti il “contorno” del meeting di cui in realtà sono i veri protagonisti. Sono loro, i ragazzi di Legalitalia, il cuore pulsante di questa manifestazione e più in generale del contrasto alla criminalità organizzata. Sono loro a cui StrettoWeb ritiene doveroso concedere la copertina più importante di un evento che anche quest’anno, per la seconda edizione consecutiva, ci ha visto come media-partner in modo convinto ed entusiasta.

Le storie che raccontiamo sono quelle di Raffaella Gigliotti, Andrea TavernaValentino Magliaro. Sono solo tre dei tantissimi giovani linfa vitale di Ammazzateci Tutti. In questi tre giorni hanno spostato sedie, montato gazebo, allestito il palco occupandosi di tutta la logistica della manifestazione con la forza delle loro mani e col sudore della propria fronte, “abbiamo fatto i muratori” dice sorridendo Raffaella che ha 18 anni ed è di Lamezia Terme, dove frequenta il quinto anno superiore nella scuola di cui è rappresentante d’istituto.

ragazzi legalitalia

Impegnata nel mondo dell’associazionismo antimafia, ci racconta come le è scattata la scintilla che l’ha spinta a scendere in campo: “faccio parte di Ammazzateci Tutti dal 2010, avevo 14 anni e seguivo un convegno che aveva come ospite un imprenditore lamentino che aveva denunciato un estorsore. Il suo intervento mi ha molto colpito, volevo impegnarmi e volevo far parte di un cambiamento giovanile. Da quel momento a Lamezia organizzo convegni antimafia con altri ragazzi della mia età. Intorno a noi c’è troppo scetticismo, in tanti ci dicono che da soli non possiamo risolvere nulla, che non andremo da nessuna parte. Ma moltissimi altri ragazzi ci seguono e ci supportano, e sono molti di più di quegli altri scoraggiati. Nel mio paese, a Lamezia, il cambiamento c’è stato e si avverte. Oggi rispetto a 4 anni fa è tutto diverso. Prima quando si nominava il cognome di un boss, tutti abbassavano la voce. Adesso invece si parla, di grida, si urla di ‘ndrangheta ed è come se i mafiosi avessero paura di noi. Legalitalia è un momento fondamentale di questo percorso. Oltre a divertirmi a montare i palchi e fare il muratore della situazione, mi sento davvero parte di un gruppo che può cambiare davvero le cose e parlo anche degli ospiti che vediamo ogni sera sul palco. Sul palco di Legalitalia i giovani non sono distanti da stato e istituzioni“.

Poi c’è Andrea Taverna, che su StrettoWeb conosciamo bene perché da due anni scatta le fotografie che pubblichiamo durante la manifestazione, immortalando nei suoi scatti i momenti più significativi del meeting. Andrea ha 20 anni ed è di Olgiate Olona (Busto Arsizio). Studia al Politecnico di Milano ed anche lui è impegnato nel sociale e nell’antimafia. E’ presidente dell’associazione universitaria apartitica “Svolta Studenti” che ha come “core” la meritocrazia, “il nostro primo valore” spiega Andrea che racconta la sua esperienza in Ammazzateci Tutti. “Sono entrato nel 2011, ero uno studente con la testa calda molto incazzato per le riforme dell’istruzione che stava facendo la Gelmini. Poi c’è stato il primo Legalitalia al nord, in primavera. Era diverso da qui. Lì c’era la necessita di far conoscere la criminalità, di parlarne. Ho partecipato, abbiamo detto “no” alla mafia al nord urlandolo con una camionetta come si faceva in quelle belle manifestazioni di una volta. Senza legalità non c’è meritocrazia. Per questo ho fatto di Ammazzateci Tutti una delle mie ragioni di vita, una delle mie battaglie quotidiana. Ogni anno qui a Legalitalia in Calabria mi sento testimone di sani valori che in qualche modo metto a disposizione quindi divento uno strumento di legalità. Un testimone privilegiato perchè sono giovane e voglio parlare ai giovani. Ad esempio, sarebbe bello che aumentasse in queste serate il pubblico dei ragazzi del posto. Borsellino diceva che se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo“.

Anche Valentino Magliaro è entrato in Ammazzateci Tutti in quell’occasione, nella primavera 2011. E’ poi diventato coordinatore provinciale di Ammazzateci Tutti a Varese, ma ha deciso di dimettersi quando è stato eletto consigliere comunale del suo paese, Vanzaghello, 6.000 abitanti in provincia di Milano. Ha la delega alla legalità e alle politiche giovanili, che ha voluto con tutto se stesso. Valentino ha 22 anni, e alle elezioni comunali ha ottenuto più voti dell’ex sindaco per 10 anni e dottore del paese. “Sono venuto qui a Reggio pagando il biglietto con i miei soldi perché non voglio essere un peso per i miei cittadini. Sono orgoglioso di rappresentare il mio comune in Calabria per una tematica del genere, e per questo il Sindaco mi ha concesso la fascia tricolore“. La storia di Valentino sembra quella uscita fuori da un film: “dopo il diploma non mi sono iscritto all’università e mi sono buttato subito nel mondo del lavoro dove dopo 3 mesi un’azienda mi aveva offerto un posto a 1500 euro al mese a 1 km da casa mia, ma mi pagavano in nero e allora ho rinunciato perché ho deciso in vita mia di non accettare questo tipo di cose, altrimenti mi sentirei partecipe di queste illegalità. Ho continuato nella mia attività antimafia e ho ricevuto minacce dopo alcuni eventi organizzati contro la criminalità organizzata. In quel momento ho dovuto decidere se lasciare o continuare più forte di prima. Ho deciso di continuare più forte di prima. Adesso è la prima volta che sono venuto qui a Legalitalia in Calabria, anche per dimostrare che questo della criminalità è un problema nazionale. Ho avuto la fortuna di parlare col prefetto Pansa e il ministro Alfano sul Palco, gli ho detto quello che penso e cioè che noi giovani italiani non abbiamo più bisogno di eroi come il giudice Antonino Scopelliti. Siamo tutti uniti nella lotta antimafia. L’età media del movimento è sotto i 18 anni, siamo un gruppo sano, veloce, rapido che ha bisogno il sostegno politico delle istituzioni, di tutti gli orientamenti. La politica la cambiano le persone per bene, e bisogna impegnarsi. Tutti quelli per bene devono impegnarsi ognuno nel partito che rispecchia le proprie idee, perché sono i politici a fare le leggi e solo le persone per bene possono fare leggi giuste. Mi sento un esempio per tanti altri ragazzi che credono non si possa fare politica così da piccoli“.

26Questa è Legalitalia. Legalitalia è Raffaella. Legalitalia è Andrea. Legalitalia è Valentino. Legalitalia è il nome di tutti gli altri ragazzi come loro. Sono ogni giorno in trincea, ogni anno arrivano in riva allo Stretto nel segno del giudice Antonino Scopelliti per esaltare la loro militanza antimafia proprio qui dove la piaga criminale ha le sue radici storiche e culturali. Il merito più grande di Rosanna Scopelliti e Aldo Pecora non è quello di aver portato il ministro Alfano, il prefetto Pansa, la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi e tante altre illustri figure politiche e istituzionali a Cannitello per ricordare un martire della ‘ndrangheta e per ribadire la posizione dello Stato contro la criminalità organizzata. Non ce ne voglia nessuno, ma il vero volto di Legalitalia è quello degli occhi genuini di questi ragazzi straordinari che ogni giorno, nella vita quotidiana, tengono alto il vessillo della speranza. La speranza di non abbassare mai la testa, la speranza di potercela fare, la speranza di un futuro migliore all’insegna di onestà e legalità. Quella speranza linfa di Legalitalia, quella speranza che da anni con Ammazzateci Tutti sta risvegliando le coscienze d’Italia e lo sta facendo a partire dai giovani. Perché così la mafia muore davvero.

 

(StrettoWeb – media partner ufficiale Legalitàlia2014)

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